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EAN : 9788807897559
220 pages
Feltrinelli (01/10/2020)
4.5/5   2 notes
Résumé :
La donna è sola, ha lasciato la città, nella quale tutto è frenetico e in vendita, ed è tornata nella vecchia baita dell'infanzia, sull'Monte. Qui vive senza passato, segue il ritmo della natura. Ci sono rumori e le creature del bosco, e c'è l'uomo dal giaccone rosso, che arriva e che va, come il vento. A valle lo chiamano lo Straniero: vuole ristemare il rifugio e piantare abeti sul versante nord della montagna. C'è anche la Guaritrice, muta nella nascita, che comp... >Voir plus
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Critiques, Analyses et Avis (1) Ajouter une critique
En octobre, une femme décide de retourner dans le chalet où elle passait ses étés enfants, afin d'y passer une année loin de la ville et de son rythme affolant. Dans le village d'alpage, elle rencontre à la fois des animaux et des personnes qui l'aident à trouver la voie qui lui convient vraiment.

J'ai beaucoup aimé le début, son arrivée en montagne, et le moment où elle rencontre les autres personnages. J'ai eu un peu plus de mal avec le milieu cependant, et j'ai été assez sceptique quand à la direction dans laquelle le personnage (c'est moche mais elle a pas de nom rip) évoluait, ce qui fair que j'ai eu beaucoup de mal à avancer sur la moitié de livre. Avec la fin, on retrouve tout de même l'atmosphère du début qui m'a plu, c'est donc globalement une lecture assez agréable.

L'écriture est aussi assez poétique, avec des personnages intéressants, quoique parfois un peu trop exagérés.
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Citations et extraits (1) Ajouter une citation
Prima frase : « Sono stata donna in fuga »

Le gelate di questa settimana, dopo giorni di caldo, hanno colpito anche le conifere, gli aghi degli abeti si sono scuriti e sul versante opposto della Valle è comparsa una striscia rossastra uniforme, a macchiare il bosco. Sono stati giorni di paura e notti di tormenta, a dialogare col buio e il vento, ore di scriocchiolii e lamenti. La casa esitava, a un passo dall’arrendersi, io ho deciso invece di non opporre resistenza, in equilibrio precario fra il reagire e il crollare mi sono fatta chioccia per covare il briciolo di incanto che porto dentro e non diperderlo nella bufera, nel grigio che dietro il vetro soffocava la foresta. Per la prima volta ho pensato di tirornare sui miei passi, abbandonare il campo e scendere a valle, incapace di far fronte alla bestialità della montagna. Ma ci sono cose che si imparano nella tempesta, e la disperazione alla fine mi ha permesso di resistere, senza saperlo mi ha reso libera, come chi si disinteressa dell’esistenza, mi ha obligata al riposo, ho tolto alla silenziosa rabbia che mi muoveva vie di fuga e mi ha spinto al riparo, in un cantuccio a leggere e a prendermi il caldo del fuoco. Mi ha consegnato alla fede più facile, l’accettazione, che non richiede preghiera.
Piegata comme il larice, annichilita dalla forza della natura, mi sono stretta intorno alle mie paure, e poi una mattina di sole ho ritrovato la beatudine e sono tornata a prendermi di ciò che è fuori da me, come dice lo Straniero. Ho ripreso a camminare nella neve con la gerla sulle spalle, con il passo legero degli gnomi e nelle occhi forse lo stesso sguardo arguto, sempre più minuta ed esile mi muovevo fra gli alberi che conosco a uno a uno con in testa la serietà della formica, cercavo di nuovo la libertà di vivere al di sopra di tutto, il diritto di passare inoversata. E mi sono chista se il piccolo momento di candore in cui tutto mi appariva di nuovo perfetto non fosse valso l’attraversamento della lunga notte. Se non valga sempre la pena.
Ho sentito mio il pensiero dello Straniero, la voglia di piantare alberi e lasciare un segno, mi ha preso il desiderio di correre da lui per dirli che è la cosa giusta, la più giusta.
Il bosco sapeva di legno umido, i tronchi apparivano rugosi e pesanti, vecchi e stanchi, i nidi degli ucelli abbandonati in autunno resistevano, così perfetti e tondi tacevano dai rami spogli, il silenzio però non mi parlava di desolazione, ma di compiuto, i mesi buoni sono lontani e piccoli hanno preso il volo. Mi ha toccato per un attimo una gioia bambina di conquistare il tronco, di prendermi tutto il bello che c’è nella salita, desideravo raggiungere l’apice, al pari della linfa, e sentirmi libera come l’abete che guarda lontano, fermarmi ad ammirare il cielo tutto dall’alto. Mi sarei aperta all’aria limpida sull’orlo del precipizio, senza timore di ondeggiare al vento, certa che l’albero mi avrebbe sorretta, che avrebbe vegliato su di me come una volta. Avrei messo lo sguardo sull’punto più piccolo, alla fine della Valle, e poi l’avrei posati sul Monte che mi dipinge le pupille di rosa e di bianco e dà ancora spazio ai miei proposti, il Monte che celebra la mia costante e ingenua voglia di andare, di spingermi oltre, come fa l’orizzonte libero con il navigante.
Il mio corpo non l’ha permesso, ho adosso la debolezza di cui non si è risparmiato in battaglia, perciòmi sono indaffarata in intenzioni più alla mia portata, in disegni da età adulta, e mi sono ripromessa di aiutare chi è rimasto, gli ucelli del bosco che stanno nell’inverno come me, nell’attesa speranza della primavera. Mi è tornata la voglia di mangiare, sono corsa a casa, avevo più fame che cibo però mi sarebbe toccato andare in paese per fare provviste. Mi sono sfamata con un pezzo di pane raffermo, alcune fette di salame e del fromaggio morbido, in piedi accanto alla finestra, come chi è senza legami, nella posa abbozzata della partenza. ERo cane randaggio, masticavo rumorosa e facevo mio con lo sguardo il bosco, mi prendevo il meglio dal poco, mi saziavo con la poesia del momento, con la consistenza del cibo semplice sotto i denti e il tipore di casa sulle guance. E nient più è esistito per un intervallo di tempo, nel punto di incontro fra la malinconia e la contentezza ho consumato il pasto. Pensavo a mia madre, alla domanda sua e di tutte le madri, hai mangiato?, che calava dall’alto come minaccia e mi toglieva spazio e che adesso, da qua, mi appare come la più calda fra le carezze.
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Lorenzo Marone - La tentation d'être heureux .Lorenzo Marone vous présente son ouvrage "La tentation d'être heureux" aux éditions Belfond. Rentrée littéraire 2016. Retrouvez le livre : https://www.mollat.com/livres/1565305/lorenzo-marone-la-tentation-d-etre-heureux Notes de Musique : Fouler l'horizon by Komiku. Free Music Archive Visitez le site : http://www.mollat.com/ Suivez la librairie mollat sur les réseaux sociaux : Facebook : https://www.facebook.com/Librairie.mollat?ref=ts Twitter : https://twitter.com/LibrairieMollat Instagram : https://instagram.com/librairie_mollat/ Dailymotion : http://www.dailymotion.com/user/Librairie_Mollat/1 Vimeo : https://vimeo.com/mollat Pinterest : https://www.pinterest.com/librairiemollat/ Tumblr : http://mollat-bordeaux.tumblr.com/ Soundcloud: https://soundcloud.com/librairie-mollat Blogs : http://blogs.mollat.com/
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